Archivio

Il lavoro fatto prima del catalogo di oggi: dal 2017 al 2021, fra la bottega di Monte San Pietrangeli e le case dove ha dipinto.

Servizi da tavola, campanelle, urne tornite a mano, pareti e soffitti dipinti a olio con la foglia d'oro, e due anni di corsi ai bambini di Monte San Pietrangeli. Molti di questi pezzi oggi sono a casa di qualcuno.

2018

La veste di nonna Peppina

Alla 48ª Mostra dell'Artigianato Artistico Abruzzese, ad Agosto del 2018, Paola porta un abito. Non di stoffa: di maiolica. Mille cocci cuciti uno all'altro su un manichino, dipinti in blu di cobalto su fondo bianco.

I cocci non li ha dipinti lei. Li hanno dipinti i bambini delle elementari di Monte San Pietrangeli, e ogni pezzo porta un nome. Il tema della mostra era il terremoto, e la veste è un modo di dirlo che non ha bisogno di didascalie: quello che si rompe si può ricucire, se lo si ricuce insieme.

Accanto all'abito era esposto un foglio, con dei versi che aveva scritto lei.

C'è una veste in una stanzaterremoto in lontananzamille cocci fan vestitoe da genti ricucitocon fil di fratellanzaed un occhio alla speranza.E quei fregi della chiesa (Collegiata)terremoto, ce l'hai chiusa!Dipinti da piccoli scolariquelli delle elementari (Monte San Pietrangeli).Ogni pezzo porta un nomecome esempio dell'unionee le scarpe lì buttateper scappare son cadute.
La veste di nonna Peppina, P. Iannucci

2017—2018

I corsi nelle scuole

Per due anni Paola ha insegnato ceramica ai bambini di Monte San Pietrangeli, dalle elementari in su, in un laboratorio patrocinato dal Comune. Al tornio ci si mette in due: una mano guida, l'altra impara il peso dell'argilla.

Le fotografie sono quelle dei corsi. Le ciotole allineate lungo il muro di mattoni sono il lavoro di una classe intera, messo ad asciugare.

2019

Le campanelle

Alle fiere abruzzesi, alla festa di San Rocco a Vasto e a quella di Sant'Egidio a Lanciano, Paola portava le campanelle: piccole campane di ceramica a forma di fiore, modellate una per una.

È un mestiere quasi scomparso. Si modellano da crude a decine sui vassoi, si lasciano asciugare, si smaltano a colori tenui e si cuociono. Sul banco della fiera ne arrivavano a centinaia.

2021

Le urne

Nel 2021 Paola comincia a tornire urne cinerarie. Sono pezzi grandi, tirati al tornio e poi lavorati a mano: fasce di girali incise sul corpo, foglie e frutti applicati a rilievo sul coperchio.

Su alcune modella un ritratto. La fotografia mostra l'urna ancora in argilla cruda, con il volto appena finito: è il momento in cui il pezzo è più fragile e più vivo.

2021

I servizi da tavola

Tre collezioni, tutte in maiolica e tutte fatte a mano dalla forgiatura alla decorazione: Black, con i girali neri su bianco; Scottish, con la trama a quadri; Leaf, con le foglie. I colori sono senza piombo, quindi i pezzi si usano davvero a tavola.

Le fotografie sono apparecchiature vere, fatte in casa a lume di candela. Anche il tovagliolo è di ceramica.

2021

Dipinti su pareti e soffitti

Non solo ceramica. Per anni Paola ha dipinto direttamente sui muri, a olio, con le parti in rilievo modellate a stucco e rifinite a foglia d'oro.

Il pavone occupa una parete intera, con la coda che entra nel rilievo e prende la luce. In un'altra casa ha riportato la Creazione di Adamo lungo una fascia che gira sopra le porte. Nelle camere da letto, i tondi sul soffitto.

2021

Opere di arredo

Formelle di maiolica montate su cornici di legno scuro, dipinte come antiche mattonelle da farmacia: un sole, un grifo, una figura di paggio, un castello. Sono pezzi piccoli, pensati per stare su una parete di casa.

Nella stessa serie entrano le maschere applicate al muro e gli stemmi di famiglia, dipinti su più mattonelle e composti in cornice.