La velatura
Mi dedico alla pittura a velatura su smalto crudo, a punta di pennello.
È una tecnica rara e rigorosa. Si dipinge sullo smalto prima della cottura, quando la superficie è ancora cruda e assorbe il colore come una carta assorbente. Il pennello non scorre: appoggia. E ciò che appoggia resta, perché non si può togliere né correggere.
Il colore si costruisce per veli sovrapposti, uno strato alla volta, aspettando che ciascuno asciughi. Da qui il nome: velatura.
Poi arriva il fuoco. Il forno cambia i colori, li apre, li porta dove il pigmento crudo soltanto prometteva. È il momento in cui il lavoro esce dalle mie mani.

Il minuscolo
Il mio lavoro indaga il minuscolo. Ogni opera è un esercizio di dedizione in cui il dettaglio, anche il più infinitesimale, diventa il cuore del racconto: una ruga, un riflesso nell'occhio, il filo di una vela contro il cielo.
Questo modo di guardare viene da lontano. Sono cresciuta accanto a mio padre, che dipingeva cicli sacri nelle chiese abruzzesi, e ho imparato lì che una figura si regge sui particolari che nessuno nota. Poi il Maestro Luigi Bozzelli mi ha portata dentro la ceramica, che di quei particolari è la prova più severa.
Einstein · Velatura a punta di pennello su smalto crudo · 30 × 30 cm

Su commissione
Realizzo opere su richiesta: ritratti, targhe, piatti celebrativi, pezzi d'arredo. Ogni lavoro parte da una conversazione e da un disegno, prima che il pennello tocchi lo smalto.